Salute e sicurezza sul lavoro. C’è molto da fare

Nov 23, 2020

Muri da abbattere, disuguaglianze da cancellare. Serve una cultura di genere per tutelare lavoratrici e lavoratori
di Alfonso Vannaroni

Salute e sicurezza sul lavoro Salute e sicurezza incidono sul lavoro, sulla sua qualità. E generano rischi in termini di infortuni, di malattie professionali, di morti bianche. Donne e uomini, fanno i conti ogni giorno con due facce della stessa medaglia. Che sia una catena di montaggio in fabbrica o un cantiere, una ditta di pulizie o un lavoro a contatto col pubblico, le ricadute sulla condizione fisica sono sempre dietro l’angolo: è sufficiente una piccola distrazione, un protocollo non rispettato o applicato con superficialità, e il lento fluire della quotidianità può interrompersi, cambiando corso alla vita. A volte anche irrimediabilmente.

I progressi in una materia che impatta su milioni di lavoratrici e lavoratori non sono mai abbastanza, specie se si guardano dalla prospettiva del genere.  Pensiamo agli infortuni sul lavoro. Nonostante la pandemia e il conseguente lockdown, nei primi nove mesi del 2020 si registrano già 147 decessi in più rispetto ai 780 dello stesso periodo dell’anno precedente. Quelli che hanno riguardato gli uomini sono passati da 717 a 829, mentre le denunce che hanno riguardato le donne hanno fatto registrare 35 casi in più, passando da 63 del 2019 ai 98 attuali. Ma facciamo un passo indietro. «Per comprendere quanto ci sia ancora da lavorare in questo settore – spiega Andrea Farinazzo, responsabile dell’ufficio ambiente salute e sicurezza della Uilm – basti penare che il dibattito sulle differenze di genere negli anni 90 dello scorso secolo era focalizzato principalmente sui rischi connessi alla gravidanza». «Nessuna considerazione – precisa Angela Scerbo, del gruppo 626 della Uilca Roma e Lazio – era dedicata all’individuazione dei fattori di rischio dovuti dalla diversità biologica tra uomo e donna».

E’ con il decreto legislativo 81 del 2008 che si introduce una concezione di salute e sicurezza sul lavoro che considera le differenze di genere in relazione alla valutazione del rischio e alla predisposizione delle misure di prevenzione. «Ma le indicazioni richiamate nel documento non sempre sono di facile applicazione – dice Farinazzo – Alcune criticità poi sono state sottovalutate: non c’è attenzione al lavoro domestico, ma sono state stanziate anche meno risorse per i rischi sul lavoro al femminile. Questo gap va colmato attraverso la partecipazione e la consultazione di lavoratori e lavoratrici nei processi di aggiornamento sulla sicurezza sui posti di lavoro, anche attraverso il coinvolgimento dei delegati sindacali, dei responsabili della prevenzione sui posti di lavoro. Verificando annualmente i risultati conseguiti e quelli ancora da raggiungere». Obiettivi da raggiungere sviluppando la conoscenza e promuovendo la consapevolezza che le differenze sono soltanto biologiche e che queste non sono sinonimo di discriminazione. Ci sono ancora muri da abbattere, disuguaglianze da colmare e cancellare. Nel 2018 ad esempio più di un infortunio mortale sul lavoro in itinere su due ha riguardato lavoratrici, questo perché le donne effettuano maggiori spostamenti tra casa e lavoro per la cura del nucleo familiare. «Nel frattempo – dice Scerbo – assistiamo a protocolli applicati diversamente a seconda che si tratti di un’amministrazione pubblica, o di società partecipate oppure di autorità indipendenti. E questo accade  sia per lo smart working che per i protocolli anticontagio».

La cultura della sicurezza sul lavoro deve crescere ancora. «Il decreto 81 – conclude Farinazzo – deve essere considerato una linea guida, quindi un testo che deve essere integrato e migliorato. E poi serve senso civico. Solo così potremo assicurare luoghi di lavoro più sicuri per gli adulti di domani». Ma il senso civico parte dalle scuole, dove la sicurezza sul lavoro dovrebbe diventare un percorso culturale di prevenzione.

 

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  1. Salute e Sicurezza sul Lavoro. C’è molto da fare. – UILCA Roma e Lazio - […] l’interessante articolo a cura di Alfonso Vannaroni (UIL Lazio), redatto a seguito del confronto avuto con Andrea […]

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