Il virus ci rende psicologicamente instabili. Il 63% degli italiani soffre di ansia, panico e depressione

Apr 29, 2020

di Fra. Li.
Il virus ci ha reso psicologicamente instabili. L’emergenza coronavirus e oltre un mese di lockdown hanno messo a dura prova la nostra stabilità psicologica: Il 63 per cento delle persone ha disturbi come l’insonnia, mal di testa, mal di stomaco, ansia, panico e depressione. L’indagine  del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, fa luce sulle nostre condizioni ai tempi dell’epidemia da nuovo coronavirus.
Gli italiani si definiscono da molto a abbastanza stressati per il 63 per cento, mentre il 43 per cento degli intervistati parla di un livello massimo di stress. «Questo perché manca l’idea del futuro e noi, che eravamo abituati a proiettarci nel futuro – afferma Alessandra Lancellotti, psicoterapeuta e life coach – ci vediamo improvvisamente bloccati». «Stress da preoccupazioni, lavoro, incertezza porteranno un’ondata di disturbi psichici andando ad appesantire un sistema sanitario già in difficoltà su questo fronte, in un paese dove questo tipo di disturbo ancora non viene riconosciuto socialmente – avvertono gli psicologi – Una grande onda di stress post traumatico, che interesserà molti italiani, e che potrà rappresentare il vero conto salato della crisi in corso».

«Le persone non sanno cosa fare di se stesse, sono lontani dai cari, siamo delle isole in mezzo al mare, ma un mare gelido, senza il sole dell’avvenire perché siamo orfani di futuro
– commenta Lancellotti – Se possibile, è bene farsi aiutare da uno psicoterapeuta o da un life coach per trovare altre strade, altri percorsi, altre modalità del fare e compagni di viaggio in questa nuova epoca così oscura. In questo momento è importante leggere molti libri per attivare fantasia e creatività, far sgorgare nuove idee, nuovi paradigmi di socialità in modello di filantropia rinnovata. Le strategie della filantropia saranno alla base di nuove forme di aiuto e di comprensione che a loro volta ci aiuteranno a tornare nel mondo reale».

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