Il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità

Gen 28, 2020

di Laura Latini, Segretaria regionale Uil Lazio

Favorire il reinserimento e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, attraverso la promozione di azioni integrate. L’obiettivo del protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi tra la Regione Lazio, Inail, Cgil Cisl e Uil, parti datoriali e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, è chiaro e ambizioso: realizzare progetti personalizzati di reinserimento, concordati con i servizi del collocamento e sostenuti con le risorse messe a disposizione dall’Istituto assicuratore. Per ciascun piano l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro potrà erogare  fino a un massimo di 150mila euro. I fondi potranno essere utilizzati per eliminare le barriere architettoniche, per adeguare postazioni di lavoro oppure per attività di formazione destinata alla conservazione del posto o all’inserimento del disabile da lavoro in una nuova occupazione. A supporto delle persone con disabilità è prevista presso i centri per l’impiego un’equipe composta da diverse figure professionali, esperti del mercato del lavoro e psicologi, operanti in stretta sinergia con l’Inail, in modo da fornire a uomini e donne un punto di riferimento unico.

Nel Lazio sono circa quattromila le persone che possono beneficiare di queste misure. Adesso dobbiamo impegnarci per far conoscere ai lavoratori meno fortunati le nuove opportunità che in sinergia con gli enti abbiamo messo in campo. E’ chiaro che per noi della Uil il tema del reinserimento del lavoratore disabile o inidoneo alle mansioni per le quali era stato assunto riveste una notevole importanza sociale e giuridica, poiché sottolinea la necessità di garantire – secondo logiche di ragionevolezza e di buona fede – il bilanciamento degli interessi costituzionalmente protetti in gioco: la protezione dei soggetti più deboli e l’interesse del datore di lavoro a una collocazione del dipendente nella realtà organizzativa delineata dall’imprenditore stesso. Questo è un tema che affrontiamo con determinazione da tempo. Non a caso già con il Patto per la fabbrica – siglato lo scorso anno con Confindustria – avevamo condiviso l’impegno di agire per la centralità delle imprese nell’economia e per la centralità della persona nella società e nel lavoro.

Con la firma di questo protocollo si aprono adesso le porte a una serie di azioni e di possibilità concrete che aiuteranno le persone con disabilità da lavoro. Un protocollo innovativo, che grazie a un’azione sinergica si focalizza e interviene sui bisogni reali dei più deboli. Un documento che non lascia sole le persone, che non le abbandona. E che tiene alta l’attenzione sui temi sociali, perché una società che lascia indietro chi è svantaggiato è una società destinata a estinguersi.

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