lunedì, Settembre 16

Giorno: 10 Aprile 2019

Spesa per l’istruzione. Italia agli ultimi posti in Europa

Spesa per l’istruzione. Italia agli ultimi posti in Europa

Cronaca e Attualità
Italia quintultima in Europa per spesa in istruzione. Con appena il 3,9 per cento del Pil, rispetto al 4,7 per cento della media europea, il nostro Paese è inferiore a Francia (5,4%), Regno Unito (4,7%) e Germania (4,2%). Questo quanto emerge dal secondo Rapporto sulla povertà educativa minorile in Italia realizzato da Openpolis in collaborazione con l'associazione 'Con i Bambini', presentato presso il Centro Congressi dell’Università La Sapienza. Un quadro generale preoccupante, che al suo interno contiene numerose e ulteriori criticità, come le differenze fra le aree del Paese. Profonde disuguaglianze ci sono tra centro e periferia, tra Nord e Sud (esempio, le cinque regioni che offrono meno posti in asilo nido sono tutte del Mezzogiorno, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campan
Sì alla pace. Stop ai radicalismi e ai conflitti

Sì alla pace. Stop ai radicalismi e ai conflitti

Politica e Società
Un dibattito su islam, politica e religione. Una diversità di testimonianze che sono state moderate dalla giornalista Anna La Rosa. Era piena la sala «Caduti di Nassirya» del Senato della Repubblica. Alta l’attenzione. Organizzato dalla Federazione Europea per la Pace e la Risoluzione dei Conflitti e fortemente voluto dal senatore Fulvio Martuscello, che è intervenuto assieme ai senatori Perosino, Aimi, Siclari, all’onorevole Russo e ha registrato la presenza di una giovane aspirante eurodeputata di origine tunisina, che fa parte della Federazione. Nonostante la diversità dei contributi ha colpito la chiara visione di tutti sulla centralità della questione Islam politico, soprattutto se si considera la presenza nel vecchio continente europeo di numerose comunità islamiche e la ferma
Una contrattazione collettiva a sostegno della famiglia

Una contrattazione collettiva a sostegno della famiglia

Interventi
Si parla tanto della famiglia, ma si fa molto poco. Nel nostro paese c’è un rischio di esclusione e povertà sociale che riguarda il 34 per cento degli adolescenti e dei bambini, oltre tre milioni e mezzo di minori. Il dato relativo al tasso di occupazione femminile, soprattutto nelle regioni meridionali ci colloca in coda alle statistiche europee. Molte giovani donne – in questa parte d’Italia - sono costrette a lasciare il lavoro dopo la prima o la seconda gravidanza per accudire i figli, i genitori o suoceri anziani. Ciò accade per la mancanza di servizi di welfare, che di fatto le esclude da ogni possibilità di indipendenza economica, sociale e di riscatto dalla condizione di nascita. Tutto questo in un Paese dove negli ultimi anni stiamo assistendo a uno dei più vorticosi crolli dem