Fiat Cassino. A casa in più di cinquecento

Nov 20, 2017

Una crisi che non passa: con un sms Fca manda a casa 532 lavoratori in somministrazione
di Al. Van.

 

fiatOggi con un sms te ne vai a casa. E resti senza lavoro. Ne sanno qualcosa i 532 lavoratori in somministrazione della Fiat Chrysler di Cassino ai quali l’azienda non ha rinnovato i contratti comunicando così la fine della loro prestazione lavorativa. Per altri trecento c’è stata una proroga fino a gennaio 2018. Ma la produzione dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano è scesa del 10 per cento. E così il futuro occupazionale di tanti giovani assunti solo sei mesi fa è a rischio. Le istituzioni regionali sono mobilitate, i sindacati premono. Giorni fa c’è stata una riunione alla Regione Lazio per affrontare quella che potrebbe diventare l’ennesima emergenza sociale di un territorio già martoriato da anni di crisi. «La Regione – racconta Lorenzo Giuliani, Segretario regionale UilTemp Lazio – oltre a illustrare un piano che porterà al rafforzamento e innovazione dell’area interessata, si è assunta l’impegno di aprire fin da subito un’interlocuzione con l’azienda e con le agenzie per il lavoro, ed eventualmente col governo affinché si trovi una soluzione a un evidente problema sociale».

«Si tratta di un primo passo – aggiunge Giuliani – che però immaginiamo abbia dei tempi lunghi, mentre la questione necessita di risposte immediate. La maggior parte di questi lavoratori potrà infatti ottenere, in base a quelli che sono i requisiti per la Naspi e rispetto al periodo lavorato presso Fca, un ammortizzatore sociale per un periodo massimo di quattro mesi. Per questo la Uiltemp Lazio ha già messo a disposizione di tutti questi lavoratori i propri sportelli sindacali presenti sul territorio per la richiesta di un ulteriore ammortizzatore previsto dalla bilateralità del settore della somministrazione, il cosiddetto sostegno al reddito. Rimane il fatto che anche questa misura rappresenta una toppa, che deve essere accompagnata da ulteriori strumenti da mettere in campo da tutti i soggetti coinvolti: Regione, Fca e le agenzie interessate». Ma intanto lo stabilimento di Piedimonte San Germano – che avrebbe dovuto rilanciare il settore delle auto di lusso in Italia – sembra sempre più fragile. E a farne le spese sono i lavoratori.

«Abbiamo avviato un monitoraggio per conoscere il numero dei lavoratori interinali che potrebbero essere interessati da un’analoga situazione legata all’indotto Fca – ha fatto sapere Lucia Valente, assessore regionale al lavoro – Questa è una prima fase necessaria per mettere in atto le azioni per salvaguardare la continuità del reddito dei lavoratori interinali. Le nostre preoccupazioni non riguardano solo i 532 che hanno terminato la loro attività il 31 ottobre ma l’intera filiera che si sostiene grazie al lavoro in somministrazione. La regione Lazio ha inviato a Fca una richiesta di incontro: dall’azienda vogliamo capire le aspettative di crescita della produzione dei prossimi mesi da cui dipende la capacità occupazionale del territorio. Siamo pronti a finanziare interventi di sostegno per i lavoratori. Anche in questo caso siamo in prima fila per affrontare i problemi». Bisogna fare in fretta: Fca aveva promesso 1800 nuovi posti entro il 2018. Che nessuno però ha ancora ha visto. Ciò che si vede sono gli sms che comunicato freddamente la fine di rapporti di lavoro.

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